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Lungo la Valle del Sabato

Lungo la Valle del Sabato

Parte seguendo il percorso del fiume Sabato il nostro viaggio tra i sapori irpini. Dai piedi del massiccio dell’Acellica, scenderemo verso valle passando per il Massiccio del Monte Terminio. Qui, attraversando i boschi di castagno di Serino, che custodiscono le Sorgenti del Sabato, proseguiremo verso il Santuario di Montevergine a Mercogliano per una sosta fatta di liquori, vini e nocciole. Lungo il tragitto tanti sentieri percorribili sia di carattere religioso che storico o naturalistico: imperdibili la visita alla Chiesa rupestre di S. Silvestro a Sant’Angelo a Scala e il percorso ambientale di Campo S. Giovanni a Summonte. Direzione finale: la Dorsale dei Monti del Partenio, con l’assaggio di formaggio ‘mbriaco e melannurca campana.



Come arrivare nella Valle del Sabato:

Da Napoli immettersi sulla A16, uscire ad AV Ovest e proseguire per Avellino. Da Salerno prendere il Raccordo Autostradale Avellino-Salerno e uscire ad Atripalda. Da Benevento prendere il Raccordo Autostradale Benevento-A16, uscire a Castel del Lago, immettersi sull’Autostrada A16 Napoli-Canosa o sulla SS7 e proseguire per Avellino. Da Caserta immettersi sulla A1, prendere uscita per A30 verso Avellino/Bari, prendere uscita per A16 verso Canosa/Bari, prendere uscita Avellino Ovest; La principale arteria di penetrazione nel territorio appartenente al percorso è la Strada Statale dei due Principati.



Principali luoghi da visitare:

Montoro Superiore
Montoro Vedi
A dominare l’intera vallata è il Santuario di Maria SS Incoronata, che sorge sul rilievo panoramico di Torchiati, una delle sei frazioni che formano Montoro Superiore. La Chiesa di San Martino ad Aterrana di chiara ispirazione neoclassica. Inoltre, la Chiesa di S. Valentiniano a Banzano e la Cappella dell’Arciconfraternita del SS Nome di Dio, in frazione San Pietro.
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Grazie alla particolare fertilità del luogo, sono vari e rinomati i prodotti agricoli della zona: la patata banzanese, la cipolla ramata di Montoro, i carciofi e le ciliegie. Una specialità contadina è il mallone, il risultato di una trentina di erbe selvatiche che si trovano sulle pendici delle montagne. È possibile gustare anche miele e derivati.
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Festa di San Pietro, San Pietro 29 giugno. Sagra del Fungo Porcino, Torchiati, luglio. Sagra del Cinghiale, Torchiati, luglio. Festa di San Rocco, Banzano, agosto.
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Dal Santuario dell’Incoronata al Santuario di San Michele.
Serino
Serino Vedi
Il Comune di Serino è suddiviso in più frazioni ed è tra i più estesi della provincia. Meritano una visita l’Area archeologica Civita, in località Ogliara, dalle origine antichissime; Il Convento di San Francesco, risalente al ‘600 e ristrutturato nel ‘900, conserva chiostro e affreschi (alcuni del Solimena) ed una statua lignea dell’antica chiesa; l’Antico Castello Feudale nella frazione Canale; il Parco faunistico dove è possibile effettuare varie escursioni.
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La tradizione agricola vanta tra i suoi prodotti olio, vino, ortaggi e legumi. La cucina serinese è ricca di salumi, formaggi, dolci di castagne e ottime carni alla brace. I piatti tipici: zuppa di castagne con porcini e fagioli cannellini; la maccheronata di funghi, tartufi e salsicce; la pantasca, ripiena di funghi di montagna; il cinghiale in umido. È possibile gustare anche miele e derivati.
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Serino extra muros, maggio. Carnevale Mascarata Serinese. Canalarte: rassegna culturale di artigianato, luglio. Festa della Madonna delle Grazie (in località castello), luglio. Festa della Madonna della Neve (frazione Sala), luglio. Sagra della castagna, frazione Rivottoli, ottobre. Sagra dei prodotti tipici, novembre.
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Verso le sorgenti del Sabato e visita alla Civita.
Santo Stefano del Sole
Santo Stefano del Sole Vedi
Dal centro storico di impianto medievale, Santo Stefano del sole conserva portali e palazzi artistici. La Chiesa Madre nella piazza del centro antico, e la più antica Cappella di San Michele Arcangelo. Dal punto di vista naturalistico, di rilievo è la Piazza del Sole, con tre imponenti tigli, dalla quale si gode un’incantevole vista della valle del Sabato.
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La zona è nota per gli allevamenti di agnelli e conigli e per la produzione di olio, ciliegie, nocciole e castagne. Tra le prelibatezze tipiche, i “paccheri”, pasta fatta a mano condita con ragù di carne. E ancora: rape e patate, carne di maiale, patate e “pepaine”, braciole di cotenna.
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Sagra delle Ciliegie, giugno. Sole e Arte, 17 e 18 agosto. Sagra del vitello Paesano, ultimo venerdì di agosto. Festa di San Vito, ultima domenica di agosto.
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Escursione a Piano della Guardia.
Aiello del Sabato
Aiello del Sabato Vedi
Il borgo circondato dai monti ospita diverse chiese: la Chiesa dedicata a Santa Maria Agnello, la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa di Santa Maria della Natività e la Chiesa di San Felice che conserva al suo interno dipinti del Guarini. Al centro del paese Villa Preziosi, aperta in occasione di eventi e manifestazioni.
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Ad Aiello la tradizione culinaria irpina ha il sapore dei piatti tipici come verza e fagioli, castagne e funghi porcini, salumi e formaggi, cotica ripiena, frittelle ai “sciurilli”. È possibile gustare anche miele e derivati.
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Palio delle carrozzelle, 3ª settimana di gennaio. I tradizionali falò, 14-20 gennaio. Sant’Antuono maschere e suono, terza settimana di gennaio. Profumi Aiellesi “Pizzilli cò sarapullo”, (pizzilli con il timo selvatico), maggio. Sagra delle fave e salsicce, Sabina, 29 giugno. Sagra del maiale e dei cecatielli con fagioli, luglio. I profumi dell’orto nella valle del Sabato, luglio- ago. Fiano Music Festival, settembre. Nocciolandia, 1ª settimana di ottobre. Cicciolata, 13 dicembre.
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Passeggiata nel bosco Materdomini.
Cesinali
Cesinali Vedi
Nel centro storico di impianto medioevale sono visibili il palazzo Del Franco, originario del XVII secolo ed il palazzo Cocchia del XIX secolo. La Chiesa di San Rocco costruita nel 1700 presenta un bell’altare in marmo ed alcuni interessanti dipinti del sette-ottocento. La settecentesca chiesa di San Silvestro custodisce preziosi arredi sacri tra cui alcune statue in legno e cartapesta.
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Cesinali è terra di vini prelibati, Fiano di Avellino DOCG, Irpinia DOC, Campania IGT e di prodotti tradizionali come la Nocciola Mortarella campana e la Nocciola Camponica. Inoltre, il territorio ricco di alberi da frutta ne consente la trasformazione in ottime marmellate.
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Festa S. Antuono, gennaio. Carnevale “La Storia di Zeza”. La Marcialonga Cesinalese, agosto. Arte, portoni e pasta, agosto. Festa di San Gerardo, settembre.
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Passeggiata sul Sabato.
Avellino
Avellino Vedi
Tra i simboli della città il Duomo, la Torre dell’orologio, la Fontana dei tre cannoli, il Palazzo Caracciolo e il Museo Irpino. Da non perdere è la visita all’Abbazia di Montevergine nella vicina Mercogliano, dai suoi 1270 m d’altitudine domina l’intera città e tutta l’ampia vallata del Sabato. Il Santuario comprende la chiesa, il monastero, la foresteria e il museo dell’abbazia.
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Il capuologo di provincia propone primi piatti a base di pasta fatta a mano di varie forme e misure. Le più comuni sono i fusilli, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette. I secondi piatti sono soprattutto a base di carne: pollo, agnello, coniglio preparati alla brace o con salsine di vario tipo. Rinomata è l’offerta enologica, il baccalà, le zuppe calde e il miele.
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Ferragosto Avellinese, agosto. Palio della botte, agosto. Notte bianca, settembre. Carnevale Avellinese, febbraio.
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Il sentiero dell’Arcangelo – via Roma- C.da Bagnoli – Bosco dei preti.
Forino
Forino Vedi
Nell’area del Borgo Castello il Santuario di San Nicola con un artistico portale in pietra del settecento. Di particolare interesse anche la Chiesa della SS. Annunziata con la caratteristica pavimentazione in maiolica ed un artistico coro ligneo intagliato risalente al settecento. Nella Chiesa di Santo Stefano Protomartire sono custodite alcune opere del pittore Vincenzo De Mita (1751-1821) allievo di Francesco de Mura.
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Forino è terra di coltivazione della nocciola. Si possono incontrare qualità di vini tra le più rinomate campane: Fiano di Avellino, DOCG Irpinia, DOCCampania IGT. Tra i piatti tipici locali lo “zuzzero” un particolare gnocco di patate. È possibile gustare anche miele e derivati.
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Festa di San Nicola, 8 dicembre. Presepe vivente, dic-gen. Canzone di Zeza, febbraio. Zuzzero di Sant’Anna, 1-3 agosto. Sagra dei funghi, 17 agosto. S. Nicola di Bari, agosto.
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Visita alla sorgente di Mugliano.
Capriglia irpina
Capriglia irpina Vedi
Da segnalare è il Palazzo Carafa, antica dimora del Papa Gran Pietro Carafa (Paolo IV) pontefice nel 1555. Tra i luoghi di culto, la Chiesa di San Felice con pulpito ligneo del ‘900; la Parrocchia di San Nicola di Bari e la chiesa di Sant’Antonio del XVII secolo.
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Anche Capriglia è nota per la presenza delle migliori qualità di vini irpini e per la coltivazione di nocciole, in particolare la Nocciola Mortadella campana. È possibile gustare anche miele e derivati.
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Festa Patronale di S. Felice, maggio. Festa di S. Maria del Carmelo, 8-9 Agosto. Sagra dello gnocco e “jonda”, 7-9 Settembre. Festa di San Nicola, 6  Dicembre.
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Escursione sul Partenio.
Montefredane
Montefredane Vedi
Il Borgo si situa a 600 m di altezza sulla valle del Sabato; da vedere certamente il Castello dei Caracciolo appartenne alla famiglia Caracciolo dal 1650 al 1806; la Chiesa di Santa Maria del Carmine è del XVIII secolo ma successivamente restaurata. Nel centro antico il Palazzo Baronale di epoca rinascimentale.
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Montefredane è una terra capace di esprimere alcuni dei migliori Fiano della provincia di Avellino. È possibile gustare anche miele e derivati. Molteplici i piatti tipici: menesta “mmaretata” con pizza di granone; fagioli alla contadina; lagane, ceci e baccalà; caciocavallo impiccato; involtini di cotica; cecatielli ai funghi porcini; carne di maiale con pepaine; marachelle e patate al forno e patate a zuppa.
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Sagra del fusillo “al pezzente”, Giugno. Festa della Madonna del Carmelo, 16 Luglio. Fiera dei vini irpini, Luglio. Festa di San Nicola, 6 Dicembre.
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Passeggiata sul Sabato.
Grottolella
Grottolella Vedi
In posizione dominante sulla valle del Sabato, ad emergere nel centro storico è il castello dei Carafa. Il centro antico si è sviluppato proprio intorno al castello, diversi sono i palazzi signorili del sette-ottocento, tra cui Palazzo Maglio e Palazzo Pellegrino. Di interesse è la chiesa dedicata al patrono di Grottolella Sant’Egidio.
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Grottolella vanta la tradizione dei sapori più esclusivi d’Irpinia: caciocavallo podolico, Nocciola Mortarella campana e la mela bianca di Grottolella. Quest’ultima importata nell’ottocento dai francesi, fu impiantata nei terreni delle frazioni di Taverna del Monaco e Tropeani.
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Festa di San Vito, frazione Taverna del Monaco, giugno. Sagra della trippa, Taverna del Monaco, giugno. Festa di San Vincenzo, agosto. Festa di Sant’Anastasia, agosto. Festa e fiera di Sant’Egidio, settembre. Il pasto della Salamandra, festival internazionale di spettacolo, settembre. Sagra dei sciurilli (fiori di zucca) e della pizza cenerentola, agosto. Sagra degli “Strangolaprieviti”, agosto.
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Escursione sul Partenio.
Altavilla irpina
Altavilla irpina Vedi
Terra di antiche miniere di zolfo, Altavilla irpina conserva un centro storico di epoca medioevale con un Palazzo Comitale considerato uno degli esempi più belli del Rinascimento campano. Risale alla fine del ‘300 la chiesa della SS. Annunziata, mentre è del XVIII secolo la collegiata di S. Maria Assunta, dove è venerato il Beato Alberico Crescitelli di Altavilla.
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Anche ad Altavilla irpina è possibile gustare tipicità come la Nocciola Mortarella campana, la Mela bianca di Grottolella e il Liquore nocillo, tradizionale liquore campano dalle ottime qualità digestive, ottenuto dalla macerazione di erbe aromatiche e malli di noce.
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Fiera provinciale di San Bernardino, 15-17 maggio. Festa di san Berardino patrono di Altavilla, 20 maggio. Notte delle streghe, 24 giugno. Palio dell’Anguria, 18 agosto. Festa di San Pellegrino Martire, patrono di Altavilla Irpina, agosto.
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Il sentiero dei minatori.
San Potito Ultra
San Potito Ultra Vedi
Tra i luoghi di culto, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova risalente al XVII con torre campanaria e portale di gran rilievo. Da ammirare notevoli palazzi gentilizi: Palazzo Tecce-Maffei (XVIII sec.);Palazzo Cimirro (XIX sec.); Complesso ex Convento dei Cherubini (XIX sec.); Palazzo Natellis (XVIII sec.).
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Tra i prodotti tradizionali, oltre la Nocciola Mortarella, la castagna e il miele irpino, la cupeta, dolce tipicamente natalizio ricavato da mandorle o nocciole, miele e farina.
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Festa di San Potito, 8 Settembre. Festa del 24 Maggio. La notte della Tammorra, Contrada Ramiera, agosto. Sagra del cinghiale e della castagna, ottobre.
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Il sentiero del Malepasso verso Volturara.
Monteforte Irpino
Monteforte Irpino Vedi
Il paese è dominato dal castello medioevale edificato in età longobarda sul colle di San Martino dove sorge la Chiesa di San Martino con il bellissimo pavimento maiolicato di scuola napoletana. Nel centro storico si segnala la Chiesa di San Nicola di Bari costruita nel 1663 dove si conservano tele del settecento.
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Oltre alla presenza della Nocciola Mortarella campana, di noci e castagne, un prodotto di eccellenza è il Tartufo nero del Partenio, prelibata rarità dai profumi del sottobosco.
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Sagra del fungo porcino, luglio. Sagra portellese (in località Portella), 10-11 luglio. Sagra delle orecchiette, 24 luglio. Festa di San Martino, 11 novembre.
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Il sentiero della valle dell’Olmo verso il monte Pizzone.
Summonte
Summonte Vedi
Borgo alle pendici del Monte Vallatrone, Summonte è terra dalla natura rigogliosa e dalle antiche origini testimoniate da reperti risalenti all’epoca sannitica. É sede di un museo civico allestito nella area castellare della “Torre Angioina”. Da non perdere una passeggiata nel borgo, con i suoi portali in pietra, palazzi storici, chiese, come la Chiesa dell’Annunziata, e stradine lastricate.
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Summonte è un bacino enogastronomico che include un ottimo Fiano di Avellino, le castagne, il tartufo nero del Partenio, i funghi, i frutti del sottobosco e il miele. Dalla frutta nascono liquori e grappe di particolare eccellenza.
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Rassegna internazionale di musica etnica “Sentieri Mediterranei”, luglio. Festa della Madonna del Carmelo e di S. Antonio, luglio. Fornace Folk festival (in località Embriciera), luglio. Sagra del fusillo (in località Starze), settembre. Sagra della castagna, ottobre. Festa di San Nicola, 6 dicembre.
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Il percorso ambientale a Campo San Giovanni.
S.Angelo A Scala
S.Angelo A Scala Vedi
Nel borgo antico il Palazzo Carafa del XIV secolo dove nel 1476 dovrebbe essere nato Gian Pietro Carafa (altre fonti lo fanno nativo di Capriglia Irpina) divenuto poi pontefice come Paolo IV e la Chiesa di San Giacomo con una bella facciata in stile barocco ed all’interno la settecentesca statua dell’Incoronata. Mentre nelle tre navate interne si trova una sorgente d’acqua ritenuta miracolosa dagli abitanti del luogo.
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Il territorio di Sant’Angelo a Scala rientra nell’area di produzione dei vini Fiano di Avellino DOCG, Irpinia DOC e Campania IGT e della coltivazione della noccila. È possibile gustare anche miele e derivati.
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Sagra del buongustaio, luglio. Sagra del vino, dei cicatielli e dei fusilli, agosto. Pellegrinaggio di San Silvestro, 18 agosto. Processione di San Michele Arcangelo, agosto.
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Visita alla chiesa rupestre di San Silvestro.
Roccabascerana
Roccabascerana Vedi
Il centro antico di impianto medioevale è un susseguirsi di stradine lastricate e palazzi storici con portali in pietra tra cui Palazzo Ciccotti, Palazzo Maffei e Palazzo Imbriani. Non lontano dal centro, la chiesa di Sant’Andrea e nella frazione Squillani la chiesa di S. Stefano e Maria SS. Il territorio di Roccabascerana offre interessanti itinerari lungo la Dorsale dei Monti del Partenio, Sito d’Importanza Comunitaria (SIC), tra cui si segnala il Monte Colonna.
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È qui possibile gustare alcune specialità casearie tipiche: il Caciocavallo irpino, il “Formaggio ‘mbriaco”, la ricotta e la caciotta. Oltre ad elaborati manifatturieri come sott’oli e confetture.
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Carnevale, febbraio. Festa di San Giorgio, 23 aprile. Festa della Madonna delle Grazie, agosto. Festa di San Nicola, agosto. Sagra del fusillo e del coniglio, agosto. Sagra delle laganelle e ceci, agosto. Sagra della “cucchiulelle e purpette”, agosto. Sagra dei “mugliatielle e pecurielle”, agosto. Sagra delle “matesse e fagioli”, agosto. “Quascirana... tra Arte, Storia e Sapore”, settembre.
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Escursione alla montagna vecchia del Partenio.
S. Martino Valle Caudina
S. Martino Valle Caudina Vedi
Situato ai piedi del monte Pizzone e Teano, tra boschi fittissimi di pioppi, faggi e castagni, è un paese completamente immerso nel verde, adatto per i sui sentieri ad escursionisti ed esperti. Da non perdere la Fonte del Mafariello, con le sue acque oligominerali a 769 m di altitudine, e la Chiesa ed il Monastero di Santa Caterina risalente al XV secolo.
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Molti i prodotti tradizionali presenti: la Melannurca campana (IGP), la Noce San Martino, la Mela limoncella e limoncellona, la Mela chianella, Castagna di Cervinara/San Martino Valle Caudina, la Castagna San Mango, le nocciole e le ciliegie.
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Sagra dei funghi, agosto. Festa della Madonna della Pace, agosto. San Martino arte, 1-20 agosto. Sagra dei cicatielli, novembre.
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Passeggiata alla sorgente del Mafariello.
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