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Lungo la Valle del Calore

Lungo la Valle del Calore

Culla di un patrimonio caseario senza pari, il viaggio prosegue nella Valle del Calore che narra storie e tradizioni di noti formaggi come il pecorino bagnolese, il caciocavallo, la ricotta, ma anche del tartufo nero della zona di Bagnoli e Volturara irpina e della castagna di Montella. Una valle incantata e magica, incorniciata da numerosi castelli, come quello di Montemiletto, Mirabella Eclano, Volturara, Nusco, Gesualdo e Montemarano. Consigliabili a tutti anche i sentieri dai nomi illustri, come quello di Giustino Fortunato a Bagnoli irpino o quello di Annibale a Volturara. Mentre per gli amanti della natura, da non tralasciare l’escursione sul Torrente Scorzella a Montella.



Come arrivare nella Valle del Sabato:

Da Napoli immettersi sulla A16, uscita AV Est, direzione Avellino, e prendere SS7 Ofantina. Da Salerno prendere il Raccordo Autostradale Avellino-Salerno, uscire ad Atripalda e prendere SS7 Ofantina. Da Benevento prendere il Raccordo Autostradale Benevento-A16, uscire a Castel del Lago e immettersi sulla SS90. Da Caserta immettersi sulla A1, prendere uscita per A30 verso Avellino/Bari, prendere uscita per A16 verso Canosa/Bari, prendere uscita Avellino Est, immettersi SS7 Ofantina. Le principali arterie di penetrazione sono la SS90 e la SR 164.



Principali luoghi da visitare:

Pietradefusi
Pietradefusi Vedi
Nel centro storico spicca la imponente torre quadrangolare di epoca medievale fatta realizzare da Giacomo de Tocco nel 1431 a guardia del borgo. Sulla piazza principale è ubicata la Chiesa di Maria SS. Annunziata risalente al settecento, di stile barocco. Pietradefusi da diversi anni propone anche un interessante festival di cinematografia scolastica con una rassegna di produzioni audiovisive.
Gusta
I prodotti caratteristici sono rappresentati principalmente dalla pasta fatta in casa come i fusilli, e dal miele e i suoi derivati; inoltre di particolare rilievo la produzione di vini pregiati quali il Taurasi DOCG, Irpinia DOC, e Campania IGT. Nella frazione di Dentecane è d’obbligo assaggiare il famoso torrone, un’antica tradizione tramandata negli anni che regala un prodotto di qualità grazie alle ottime materie prime utilizzate.
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Festival del cinema di Pietradefusi, agosto. Festa della Madonna dell’Arco, lunedì di Pentecoste. Festa di San Faustino Martire, seconda domenica di agosto. Festa di S. Elena, 18 agosto. Festa dell’Addolorata, seconda settimana di settembre.
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Passeggiata nel bosco di Montefusco.
Montemiletto
Montemiletto Vedi
Il borgo di Montemiletto nasce in epoca longobarda, ci troviamo tra le valli del Calore e Sabato a 600 metri di altitudine in un territorio particolarmente votato alle produzioni agricole. Il comune conserva nel centro storico l’imponente castello ducale detto della Leonessa, famiglia feudataria dal 1279 al 1338; e, di particolare bellezza, la Chiesa di Santa Maria dell’Assunta.
Gusta
Oltre alla produzione di vini DOC e DOCG, e a quella di oli extravergini di oliva Irpina e di oli di qualità Ravece, la vocazione agricola vanta numerosi oliveti, vigneti e una vasta produzione di nocciole.
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Festa del Sacro Cuore di Gesù, 23-24 giugno. All’ombra del castello - Festa al castello della Leonessa, 23-24 giugno. Festeggiamenti del carnevale con la caratteristica Zeza, Carnevale. Festa dell’Addolorata, maggio.
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Passeggiata lungo il fiume Calore.
Mirabella Eclano
Mirabella Eclano Vedi
In località Passo di Mirabella, tra le valli del Calore e dell’Ufita, sorge il parco archeologico di Aeclanum, scrigno della storia Irpina. Il Museo dei misteri custodisce opere scultoree di cartapesta realizzate nel 1875 dall’artista eclanese Antonio Russo, che fanno rivivere le tappe della passione di Cristo. Merita una visita la collegiata di Santa Maria Maggiore risalente al XII secolo rifatta in epoca normanna, custodisce importanti opere, tra cui un dipinto settecentesco di Giuseppe Tomajoli.
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Il territorio di Mirabella Eclano è noto per le sue pregiate produzioni di Taurasi ed olio extravergine DOP. Il comune fa parte dell’associazione nazionale delle Città della nocciola.
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Sagra della pannocchia, settembre. “Tirata del Carro”, sabato che precede la terza domenica di settembre. Via Crucis presso il parco archeologico Aeclanum, Venerdì Santo. Aeclanum beer festival, agosto.
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Visita agli scavi archeologici.
Volturara Irpina
Volturara Irpina Vedi
Volturara si affaccia su di una suggestiva piana, importantissimo bacino idrografico, le cui acque convergono in un inghiottitoio carsico denominato “Bocca del Dragone”, un Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Il centro storico di impianto medioevale si caratterizza per le “Case gotiche” ed è sovrastato dal Castello del Monte Sant’Angelo; sulla piazza principale si trova la Chiesa di San Nicola di Bari e la Torre Campanaria costruita nel 1754.
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Nel territorio di Volturara Irpina sono degni di nota prodotti quali: castagne, i fagioli di Volturara Irpina ed il Pane di Iurmano.
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Il Carnevale di Volturara, febbraio. “A’ccapo a Nni ‘Mmonte”: musica, colore e folclore, agosto. Festa di San Nicola di Bari, 6 dicembre. Sagra della castagna “Palommina rossa di Volturara”, ottobre.
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Il Sentiero di Annibale, fino ad Acqua delle Logge.
Nusco
Nusco Vedi
Nusco è denominato il balcone dell’Irpinia per la sua posizione panoramica (914 m. s.l.m.) da cui si godono spettacolari vedute delle montagne del Partenio. Il borgo di origine medioevale è l’anima del paese è vivo, pulsante, pittoresco. Il territorio di Nusco rientra nel Parco Regionale dei Monti Picentini, di notevole interesse la Querceta dell’Incoronata.
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A Nusco caratteristici soprattutto i piatti a base di tartufo nero e funghi porcini; altri prodotti degni di menzione sono: la Mela Capodiciuccio, la mela Limoncella, formaggi e carni locali.
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Festa della Madonna del Carmelo, 23 agosto . Che mi salta in Menta (evento gastronomico dedicato alla menta), luglio Festa della Montagna, Agosto. Sagra “ri li cicaluccoli” (tipica pasta fatta a mano), Seconda decade di agosto.
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Escursione da Madonna di Fontigliano al Montagnone.
Montella
Montella Vedi
Prima di entrare in paese, il Convento di San Francesco a Folloni, dei frati minori Conventuali, merita una sosta che vale il viaggio. La visita nel centro antico, può farsi a piedi. Il borgo è custode di gioielli d’arte sacra a partire dalla chiesa madre Collegiata riproducente una chiesa dell’Annunziata di Castellammare di Stabia.
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Prodotto di punta è la castagna montellese e i suoi derivati, quale il Liquore di castagne di Montella, o le caratteristiche castagne del prete; ma anche nocciole, funghi e tartufi; il territorio inoltre rientra nella produzione di caciocavallo podolico.
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Sagra della castagna, novembre. Festa di San Rocco, patrono, 15 agosto. “La ùegna”: i tradizionali falò accesi durante la veglia di Natale nelle contrade di Montella, 24 dicembre. “Francesco d’Incanto” festività di San Francesco d’Assisi, prima settimana di ottobre.
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Escursione sul torrente Scorzella.
Bagnoli Irpino
Bagnoli Irpino Vedi
La natura incontaminata e rigogliosa del massiccio del Raiamagra vi accoglie sull’altopiano del Laceno: le montagne irpine sono qui ben rappresenate. Ricordiamo degni di visita: la Chiesa Madre Santa Maria Assunta e il coro ligneo all’interno della Collegiata dell’Assunta.
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A tavola la natura dà il meglio di sé con il tartufo nero. Bagnoli Irpino è Città del tartufo; la castagna ottima al naturale, regina in pasticceria, ed i prodotti dei pascoli: le ricotte e soprattutto il pecorino bagnolese.
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Mostra mercato del pecorino Bagnolese, maggio. Sagra del fungo porcino (località Laceno), 12 agosto. Sagra della castagna e del tartufo nero di Bagnoli Irpino, ultimo fine settimana del mese di ottobre. La “tirata della vacca di fuoco”, 17 agosto.
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Il Sentiero di Giustino Fortunato.
Gesualdo
Gesualdo Vedi
L’origine longobarda del comune, ed i caratteri medievali del centro storico sono rintracciabili nel castello medievale che conserva le primitive torri ed il suggestivo cortile. Degne di visita le chiese di Santa Maria della pietà, Santa Maria degli afflitti, e San Nicola con monumentali organi e facciate, le fontane del 600 e la rotonda della Nevera, luogo di conservazione degli alimenti ma anche torre di guardia sul dirupo verso il Calore.
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Tra i prodotti tipici da degustare assolutamente il sedano di Gesualdo, il peperoncino, soppressata irpina; nonché i vini DOC e DOCG e oli exrtavergini d’oliva che ben si sposano con le carni paesane di vitello e agnello.
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La sfilata dei carri, Carnevale. Palio dell’alabarda, agosto. Volo dell’Angelo, ultima domenica di agosto. Presepe vivente, dicembre. Sagra del peperoncino, settembre.
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L’escursione sul Fredane.
Montemarano
Montemarano Vedi
Montemarano è la patria della tarantella, un ballo popolare che coinvolge l’intero popolo di Montemarano che, durante il carnevle, gira in maschera per il paese in una sorta di processione. Il Museo etnomusicale, unico in Irpinia, situato all’ingresso del paese ripercorre la storia del carnevale e della “montemaranese”, attraverso costumi tradizionali, libri, strumenti musicali, fotografie. Una visita all’antico centro storico infine permette di ammirare diversi palazzi signorili.
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La vocazione prettamente agricola del territorio di Montemarano permette la produzione di oli extravergini d’oliva, e vini pregiati quali Taurasi DOCG, Irpinia DOC e Campania IGT.
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Carnevale di Montemarano con la tradizionale tarantella montemaranese, Carnevale. Via Crucis, Venerdì Santo. Festa del bosco di Montemarano, 17-18 agosto. Sagra del vino, fine settembre-inizio ottobre.
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Escursione sul monte Tuoro.
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